La carie è una malattia dentale degenerativa che colpisce i tessuti duri del dente (smalto e dentina) e che può arrivare fino alla polpa dentale in cui ci sono vasi sanguigni e terminazioni nervose.
Possiamo distinguere le carie in: superficiali e profonde.
In caso di carie superficiali verrà esportata esclusivamente la dentina e lo smalto interessati dal processo carioso.
Nelle carie profonde, invece, potrebbe essere coinvolta anche la polpa dentale e sarà dunque necessario ricorrere alla terapia canalare (devitalizzazione).
Nella fase iniziale, la carie non dà particolari fastidi. Fino a che non arriva a colpire la dentina e comincia a formarsi una macchia nera sul dente. Si comincia da lì ad avvertire dolore, sensibilità dentale e alitosi.
La causa è da riscontrarsi nella demineralizzazione dello smalto dentale dovuta all’uso eccessivo di cibi zuccherati, acidi o grassi e una scarsa igiene orale.
La terapia conservativa si occupa della rimozione meccanica del tessuto danneggiato e la conseguente otturazione della cavità. I materiali più utilizzati per l’otturazione sono l’amalgama e i compositi.
L’obiettivo del trattamento conservativo è ripristinare il dente dal punto di vista morfologico, estetico e funzionale.
Quando la malattia cariosa arriva a coinvolgere anche la polpa dentaria si aggiunge all’asportazione del tessuto duro del dente anche quella del tessuto pulpare. Si procede dunque a una terapia canalare (endodontica).